domenica 9 dicembre 2007

Ci siamo quasi...

In attesa del racconto della Befana, che ha iniziato per prima l'autoproduzione di birra e che quindi adesso preferisce sbevazzare piuttosto che scrivere (digli grulla...), scrivo io una breve cronaca su ciò che sta (all'incirca letteralmente) bollendo in pentola.
Circa 3 settimane fa siamo andate a comprare altri due calderoni, comunemente detti Kit di fermentazione: uno per me e uno per Ibbonci (che sarebbe poi un parente assetato di stout). Consegnatone uno al parente, che fonti attendibili danno affogato nella birra del Lidl allo scopo di raccogliere bottiglie per la sua produzione, mi sono buttata nell'impresa.
Visto che la sera in cui ho preparato il tutto mi giravano altamente le scatole, suppongo che la birra verrà fuori velenosa...
A parte questo piccolo dettaglio, devo dire che il procedimento non è nè lungo nè difficile, almeno usando i barattoloni del malto pronto. Mi piacerebbe un giorno provare a farla "da zero", senza i preparati, ma già così è divertente :-).
Ci ho messo un'oretta circa, pulizia degli aggeggi compresa, con l'aiuto dell'uomo di casa... La cosa simpatica è stato scoprire che il libretto delle istruzioni mancava della prima pagina! Allora ho dovuto cercare su internet le istruzioni su come procedere (erano anche scritte sull'interno dell'etichetta del malto, ma ormai avevo messo il barattolo a mollo nell'acqua bollente e nemmeno il RIS di Parma avrebbe saputo recuperare qualche indizio da lì).
Comunque, grazie a qualche sito specializzato e a ciò che la Befana mi aveva raccontato, faccio tutto un minestrone con il contenuto del barattolo mescolato ad acqua calda e ci butto, senza sapere se sto sbagliando o no, più di un chilo di zucchero. Solo che io immaginavo che dopo poco iniziasse a farsi sentire il gorgoglìo della fermentazione, e invece niente... Il giorno dopo mi è venuto il timore di aver sbagliato tutto, ma poi ho scoperto che con quella quantità dovrei ottenere una gradazione alcolica tra 4,7 e 5, quindi tutto bene (in teoria).
Passano 12 ore: non un suono.
18 ore: ancora niente. Sono già convinta di aver fatto qualche errore irreparabile quando, al ventiquattresimo giro delle lancette... "BLUBLUBLUBLUBBB!!!"
Come il ruttino di un neonato di 20 e passa chili, il mio pentolone emette il primo di una lunga, lunghissima serie di gorgoglii, regolari come un orologio, circa uno ogni 45 secondi.
La stanza è tiepida e il termometro indica 20°C, quindi immagino che ci vorrà un po' prima di poter imbottigliare; dice che la temparatura deve stare tra 18° e 25° e io mi immagino che se è più alta il processo è più veloce.
Passano 10 giorni, i "blublublubb" continuano e le prove con quel misterioso coso chiamato "densimetro" indicano che la mia birra ancora non è pronta. La temperatura non si schioda dal 20 stampato sul termometro, e allora con un appendiabiti in metallo mi invento un accrocchio per agganciare una boule dell'acqua calda sul lato del calderone (perché dico "calderone"? Perché è più aulico di "secchio" o "bidone"...E' importante come si presentano le cose, sapete? Se non fosse vero non saremmo tutti rincitrulliti dalla pubblicità. Comunque sostanzialmente è un grosso secchio di plastica, ok.). Poi mi ricordo che, tempo prima, avevo preso ben bene per i fondelli il mio caro tesoro puccipucci perché aveva comprato dei cuscinetti scaldamani pieni di liquido colorato che, piegando una piastrina al loro interno, diventavano caldi. Roba da pensionati freddolosi... e aspiranti mastre birraie!
Il neurone ha un guizzo (che roba, eh?) e si accende la lampadina: recuperati i cuscinetti, li faccio scaldare e li appiccico sul calderone con dello scotch da pacchi.
Morale della favola: tutto l'apparato ora fa venire in mente una bancarella della pesca di beneficenza, ma la temperatura è salita a 22° e lì è rimasta (la mistura all'interno dev'essere dotata di notevole inerzia termica), la misura del densimetro in pochi giorni si è avvicinata a quella giusta per imbottigliare e, all'assaggio, il gusto si avvicina a qualcosa che potrebbe essere chiamato "una specie di birra". Manca poco.
O' MIRAACOLO!!!

venerdì 9 novembre 2007

Il sacro calderone.. atto secondo... la consegna

Era sempre la fine di ottobre... per la precisione il 30 ottobre (da notare: la vigilia del samhain.. ha ha)....
La Befana, smemorata, che non pensava a che giorno fosse, andò a scroccare, tanto per cambiare, un mega pranzo presso la sacra dimora di Elvira... secondo me era smemorata per la fame che aveva.. e ben sapendo a quali culmini di estasi papillativa può arrivare con la cucina di Elvira.. a quello pensava.. e a null'altro... la si può capire...

Giunta che fu nella dimora elviresca... ohibò, dopo aver abbondantemente fatto godere le proprie papille ed aver espresso il suo assoluto apprezzamento nell'appropriato linguaggio, la parona della magione si presenta ad un certo punto con un mega pacco e consegna alla Befana un sacro scritto.. la scemeggiatura di: ..."Quel pomeriggio di un giorno da spesse".. (un giorno, dico.. uno????.. va beh...-NdA) che di seguito riportiamo:
Interno giorno, cucina, stoviglie sul tavolo, un grosso pacco su un pouf...
Bischera 1: "Ordunque, aggiungiamo ancor più spessore alla nostra già profonda sorellanza!" (indica il pouf...)
(NdA: Bischera 2 aveva già girato attorno al pacco sbavando.. in realtà)
Bischera 2: (mostra finto stupore, ride in modo appunto, da bischera) "OooOohh, ma daaiii..."
Bischera 1 (con fare sacerdotale): "Ti rivelerò ancora poche parole, per indicarti il giusto cammino, ancorchè difficile e pericoloso, MA PRIMA, voglio che tu apra il sacro forziere!" (indica il pacco sul pouf)
Bischera 2 (si avvicina al pacco e lo apre, facendo mostra di gradire il contenuto): "Ma và che roooba.. ma non sei normale!... E dimmi adesso, O TU, quali sono le parole che mi indicheranno il giusto cammino, ancorchè difficile e pericoloso?" (Si rivolge a Bischera 1, trepidando in attesa della illuminanate e illuminata rivelazione).
Bischera 1: " OXXXXXXX,
UN TU TE LE VORRAI MIHA TRINCAR TUTTE TE ?!?"
(silenzio carico di significato, dalla finestra un tempo di merda)
Bischera 1: "Adesso hai sentito la sacra rivelazione. Sta a te comprenderne l'essenza. Gravi sciagure accadranno se trascurerai di farlo, e poi chi beve birra campa cent'anni, ce n'hai da patire, tesoro...".
(inquadratura su Bischera 2 fino all'attimo prima della caduta delle palle in terra. Sfuma al nero - FINE -)

E quest'avventura ebbe inizio...

giovedì 8 novembre 2007

Il perché e il percome

C'ero una volta, a fine ottobre, mentre mi arrovellavo per trovare un degno regalo di compleanno per la mia Socia Befana, impareggiabile complice di qualche avventura e diverse bischerate.
Dopo alcuni giorni passati a scartare un'idea dopo l'altra, colpo di genio...
La Befana adora la birra, le avrei regalato il kit per farsela in casa! Dato che inizia ad essere un hobby abbastanza diffuso, non è difficile trovare i negozi dove procurarselo; ricordo che il marito di un amica me ne aveva indicato uno e, baldanzosa, parto. Non solo, decido di prenderne uno anche per me, e mi immagino già ad assaggiare una morbida Guinness tarocca autoprodotta mentre La Befana mi osserva scuotendo il capo con in mano una chiara amarissima...
Arrivata al negozio, una via di mezzo tra un emporio e un consorzio agrario, chiedo il necessario per l'homebrewing e una commessa molto disponibile mi mostra una scatola enorme: il Sacro Forziere che andavo cercando, con all'interno il vero Calderone della Strega Birraia!
Dentro, un contenitore da 23 litri (ed è il più piccolo!) e tutti gli aggeggi che servono allo scopo. C'è da scegliere il malto, e lì si va a gusto: la ragazza mi suggerisce di iniziare con quello per fare una classica Lager e accetto volentieri il consiglio, del resto non me ne intendo, quindi bene così.
Domando un altro "forziere" per me, ma quello destinato alla Befana è l'ultimo... Dovrò pazientare qualche giorno ma non importa, mi sto già divertendo.
Il seguito della storia lo lascio ai nostri successivi post su questo blog che, chiaramente, è stato aperto apposta per tenere pubblica memoria degli esperimenti birrari di queste due fattucchiere solo anagraficamente adulte.